Quei maledetti normanni

Quei maledetti normanni. Studi offerti a Enrico Cuozzo per i suoi sett'anni da Colleghi, Allievi, Amici. Centro Europeo Di Studi Normanni

Quei maledetti normanni. Studi offerti a Enrico Cuozzo per i suoi sett’anni da Colleghi, Allievi, Amici. Centro Europeo Di Studi Normanni

Pellegrini inglesi a Roma
“Causa peregrinatione” (1300, 1350)
Anna SPIEZIA

Il 20 novembre del 1352, in Inghilterra, veniva catturato ed imprigionato un certo Nicholas da Hethe perché, presentatosi come segretario del pontefice Clemente VI, aveva promesso ai cittadini di Londra un’indulgenza generale per la quale aveva ricevuto indebitamente delle somme di denaro.
Il desiderio di beneficiare dell’indulgenza del giubileo, appena trascorso,aveva indotto nel 1350 numerosi pellegrini ad intraprendere il pellegrinaggio ad limina. Anche gli Inglesi intervennero tra le fila dei romei, ma per molti di loro il viaggio fu vietato per motivi di ordine pubblico. Questo dovette indurre diversi sudditi di Edward III a credere alle promesse di Nicholas da Hethe il quale «non modicas pecuniarum summas receperat a diversis».
La lettura delle fonti relative ai primi giubilei della storia cristiana descrive un intreccio di storie, di vite, di uomini che, animati dalla fede, decisero di intraprendere il cammino della penitenza. continua a leggere qui

Viaggiatori e Pellegrini inglesi a Roma. L’avventura del viaggio (secc. VII-XIV)-Anna Spiezia

Viaggiatori e Pellegrini inglesi a Roma. L’avventura del viaggio (secc. VII-XIV)-Anna Spiezia

Viaggiatori e Pellegrini inglesi a Roma. L’avventura del viaggio (secc. VII-XIV)-Anna Spiezia

Viaggiatori e Pellegrini inglesi a Roma. L’avventura del viaggio (secc. VII-XIV), in «Compostella. Rivista del Centro Italiano di Studi Compostellani» 36 (2015), pp. 53-62.

Tra VII e XIV secolo, viaggiatori e pellegrini, “con una distinzione che è più chiara nella nostra coscienza di quanto fosse allora”, decidono di intraprendere il viaggio dall’Inghilterra verso Roma. Si trattava di sovrani, principi, duchi, conti, arcivescovi, vescovi, abati, monaci, missionari, agenti, ambasciatori che per vari motivi stabilivano di affrontare, con coraggio, difficoltà e rischi del viaggio ad limina: “periculis itinerum, periculis fluminum, periculis montium, periculis latronum et caeteris”, scrivevano …Continua a leggere qui …

La pittura “benedettina” in Campania (secc. XI-XIII): il Salernitano-Anna Spiezia

Particolare affresco-Eboli, chiesa di San Pietro alle marmi, San Paolo.

Particolare affresco-Eboli, chiesa di San Pietro alle marmi, San Paolo.

 

La pittura “benedettina” in Campania (secc. XI-XIII): il Salernitano, in «Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana» XIII (2003), pp. 9-83.

 

La tesi dell’esistenza di una “scuola benedettina”, attiva nell’Italia centro-meridionale dall’VIII e IX secolo fino all’XI, ipotizzata per la prima volta da Bertaux, trovò inizialmente larghi consensi. In sintesi fu affermato che l’ordine benedettino, capillarmente presente in Campania, avesse diffuso il nuovo verbo artistico proclamato dal cenobio desideriano …

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I falconi di “Sua Maestà’ nell’Inghilterra anglo-normanna-Anna Spiezia

I falconi di “Sua Maestà’ nell’Inghilterra anglo-normanna, in Studi in onore di Guglielmo de’ Giovanni-Centelles, a cura di E. Cuozzo, Salerno 2010 (Intorno a un mare, 1), pp. 167-186.

I falconi di “Sua Maestà’ nell’Inghilterra anglo-normanna, in Studi in onore di Guglielmo de’ Giovanni-Centelles, a cura di E. Cuozzo, Salerno 2010 (Intorno a un mare, 1), pp. 167-186.

 

I falconi di “Sua Maestà’ nell’Inghilterra anglo-normanna, in Studi in onore di Guglielmo de’ Giovanni-Centelles, a cura di E. Cuozzo.

 

Nella foresta
La passione per la caccia dei sovrani, angli e normanni, in Inghilterra è ben documentata sia dalla legislazione relativa alla salvaguardia delle foreste, che nel corso di cinque secoli (VIII-XIII) elabora per il funzionamento del sistema forestale una complessa struttura amministrativa, sia dalle cronache che registrano la severità delle pene previste per i bracconieri (accecamento e castrazione in particolare)… 

 

Il pellegrinaggio inglese in Italia nel medioevo: Roma e il Santuario di San Michele Arcangelo al Gargano tra VII e XIV secolo-Anna Spiezia

Il pellegrinaggio inglese in Italia nel medioevo: Roma e il Santuario di San Michele Arcangelo al Gargano tra VII e XIV secolo-Anna Spiezia

Il pellegrinaggio inglese in Italia nel medioevo: Roma e il Santuario di San Michele Arcangelo al Gargano tra VII e XIV secolo-Anna Spiezia

 

Il pellegrinaggio inglese in Italia nel Medioevo: Roma e il Santuario di S. Michele sul Gargano, in Mobilità e Immobilità nel Medioevo europeo, a cura di H. Houben – B. Vetere, Atti del 2° Seminario di studio dei Dottorati di ricerca di ambito medievistico delle Università di Lecce e di Erlangen (Roma, 1-2 aprile 2004), Martina Franca (Ta) 2006, pp. 79-94.

 

L’ingresso dell’Inghilterra nell’area dell’Impero Romano avviene dopo il 55 a.C., anno della prima campagna militare di Giulio Cesare. La Britannia viene definitivamente annessa all’Impero, diventandone provincia di frontiera, con la spedizione dell’imperatore Claudio nel 43 d.C. Nel 120 ca il limes viene fissato sulla linea dei fiumi Tyne e Solway (vallo di Adriano), e solo per breve periodo, tra il 142 ed il 184, più a nord, sulla linea Forth-Clyde (vallo di Antonino), al confine con la Caledonia.

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La foresta del re in Inghilterra (1066-1217). Cervi, daini, cinghiali e falconi ‘di corte’, tra caccia e itinerari di fede-Anna Spiezia

Den Haag, Koninklijke Bibliotheek, Salterio normanno, 76 F 13, fol. 5v, XII secolo

Den Haag, Koninklijke Bibliotheek, Salterio normanno, 76 F 13, fol. 5v, XII secolo

 

La foresta del re in Inghilterra (1066-1217). Cervi, daini, cinghiali e falconi ‘di corte’, tra caccia e itinerari di fede, in Scritti offerti dal Centro Europeo di Studi Normanni a Mario Troso, a cura di G. Mastronimico, Ariano Irpino 2012 (Medievalia, 2), pp. 259-301.

 

I. La caccia
Privilegio d’elite

Il diritto di caccia, già concepito come diritto comune, nel corso del medioevo giunge lentamente ad essere considerato come un diritto signorile.
Nel mondo romano la selvaggina era considerata res nullius e si acquisiva a titolo originario con la cattura: il cacciatore poteva impossessarsene anche su terreno altrui; in caso di dispute generalmente prevalevano i diritti del proprietario del suolo. La stessa concezione si ritrova nelle leggi germaniche e carolingie. La caccia è al principio ammessa e le norme regolano la libera concorrenza fra i cacciatori.

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La Basilica di Prata Principato Ultra. Il palinsesto di affreschi nell’abside-Anna Spiezia

Particolare dell’abside,Basilica dell’Annunziata, Avellino

La Basilica di Prata Principato Ultra. Il palinsesto di affreschi nell’abside, in «L’Irpinia illustrata», 2/21 (2006), pp. 70-81.




 Il territorio

Nella media Valle del Sabato, a circa 1 Km dal centro abitato di Prata P.U., sorge la basilica dell’Annunziata.

La valle del Sabato era percorsa da una importante arteria di comunicazione: la via dell’Alto Sannio che da Avellino giungeva a Benevento attraverso i territori di Atripalda, Pianodardine, Prata, Pratola Serra, Tufo e Altavilla Irpina. La sua percorrenza in età romana è documentata dalla Tabula Peutingeriana (copia medievale, dell’ XI o del XII secolo, di un documento cartografico elaborato nel terzo o nel quarto secolo rappresentante tutto l’ecumene) e dalla Cosmographia, in cinque libri, dell’Anonimo Ravennate (databile tra il 680 ed il 700); nel medioevo è ricordata come “strata maiore” proveniente da Abellinum (Atripalda).

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“… con l’aiuto dell’acqua rigeneratrice…”. Il pellegrinaggio al battistero di San Giovanni in Fonte-Anna spiezia

“… con l’aiuto dell’acqua rigeneratrice…”. Il pellegrinaggio al battistero di San Giovanni in Fonte-Anna spiezia

“… con l’aiuto dell’acqua rigeneratrice…”. Il pellegrinaggio al battistero di San Giovanni in Fonte, in Contributi alla storia medievale del Vallo di Diano. Atti del Convegno «Habeat et Lucania Iordaneum suum», (Padula, 30 ottobre 2010), a cura di G. Colitti, Battipaglia 2012, pp. 9-27 (Centro Studi e Ricerche del Vallo di Diano “P. Laveglia”. Quaderni, 12).

Le fonti e la storia

Il battistero di San Giovanni in Fonte, presso Sala Consilina, sorge là dove nella tarda età romana esisteva il pagus di Marcellianum, suburbio di Consilinum, città della Lucania romana.

La più antica attestazione documentaria risale al VI secolo. Si tratta di una lettera, trasmessa da Cassiodoro1, che il sovrano Atalarico inviò nel 527 al corrector Severo per disporre l’ordinato svolgimento di una fiera che aveva luogo ogni anno, nella ricorrenza della festa di San Cipriano, in una località della Lucania, suburbanum quoddam Consilinatis antiquissimae civitatis, dato che i contadini e i pastori del luogo ostacolavano l’importante manifestazione commerciale insidiando i mercanti, lì convenuti dalla Campania, dal Bruzio, dalla Calabria e dall’Apulia.

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La falconeria nell’Inghilterra anglosassone-Anna Spiezia

Aroldo II

La falconeria nell’Inghilterra anglosassone. Practica avium e metafora del potere, in «Archivio Normanno-Svevo» II (2009), pp. 29-64.

I. L’Occidente altomedievale

La caccia “al potere”

Nell’alto medioevo la caccia alla selvaggina di taglia grossa rappresentava un momento emblematico della vita di corte, un’occupazione altamente simbolica, autocelebrativa della regalità e della nobiltà, che, pur non escludendo del tutto le sembianze del gioco, riproduceva le strategie di una battaglia, esaltando la virtus bellica dell’autorità regia.

Nella società germanica, in cui la guerra costituiva l’attività predominante del re, la caccia del sovrano era intesa soprattutto come un rito, regolarmente celebrato, teso a mostrare ai sudditi la fermezza e il coraggio indispensabili per esercitare con responsabilità il suo ufficio: cacciare bene era dunque un modo per riconfermare la propria legittimità agli occhi dei pares.

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Pellegrini inglesi nel Medioevo. Tradizione penitenziale e pratiche di pellegrinaggio-Anna Spiezia

Pellegrini inglesi nel Medioevo. Tradizione penitenziale e pratiche di pellegrinaggio, in «Annali» dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” (2009), pp. 395-423.

Pellegrini inglesi nel Medioevo. Tradizione penitenziale e pratiche di pellegrinaggio, in «Annali» dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” (2009), pp. 395-423.

Pellegrini inglesi nel Medioevo. Tradizione penitenziale e pratiche di pellegrinaggio.

Nella società cristiana tardo antica, con la fine delle persecuzioni, il pellegrinaggio rappresentava una pratica religiosa volontaria ispirata devotionis causa, da una intenzione individuale di natura spirituale, o pro voto, formulato in una particolare circostanza di pericolo o di infermità. A partire dal VI secolo, quando il concetto di penitenza veniva trasformato ad opera dei missionari irlandesi, associò a questa sua originaria fisionomia quella di esercizio penitenziale obbligatorio  imposto dal confessore per pena canonica (e dal XII secolo dall’inquisizione per pena civile ). Nel basso medioevo, ritenuta un mezzo efficace per acquistare indulgenze, la peregrinatio si trasformò ulteriormente per diventare una pratica devozionale con valore puramente strumentale . Con il presente contributo si intende: mostrare l’incidenza del monachesimo irlandese, a partire dal VI secolo, nella definizione del concetto di penitenza; esaminare la nuova nozione di peccato e le connesse pratiche di penitenza che si affermarono in Europa a partire dal XII secolo e che ebbero vigore effettivo fino alla Riforma; porre in evidenza come il pellegrinaggio alla basilica romana di San Pietro abbia rappresentato, soprattutto durante il basso medioevo, la meta privilegiata dei penitenti, con particolare riferimento agli Inglesi.

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