Custos virginitatis-Pasquale Mastrogiacomo
aprile 19th, 2010 admin
Custos virginitatis, 1995 terracotta

Custos virginitatis, 1995 terracotta

La scultura in terra cotta, di piccole dimensioni, rappresenta un Centauro in ginocchio con la testa girata e rivolta verso l’alto. Il modellato, sebbene liscio, lascia intravedere le impronte delle dita e delle mirette usate dall’artista. Il busto manca delle braccia, al loro posto si aprono dei solchi curvilinei. Sul viso, un accessorio moderno, una visiera simile a quelle indossate per la visione virtuale, intende attualizzare il significato culturale della figura mitologica.
La scultura è ispirata ai centauri danteschi che nell’Inferno colpivano con le frecce i condannati: tiranni, omicidi, predatori, devastatori, feritori, che immersi nel fiume insanguinato, il Flegetonte, pagavano per i peccati commessi in vita.
L’opera è stata creata negli anni novanta un decennio contrassegnato da omicidi eccellenti, devastazioni economico-finanziare, embarghi, guerre… che hanno oppresso con tirannia gente innocente.
Il Centauro si presenta spossato, dimesso, rassegnato. Rivolge lo sguardo in alto verso la volta celeste che si colora di rosso dal riflesso del fiume. Oramai esausto s’inginocchia, nauseato di vedere perpetuare follemente tali peccati, stanco di ferire e vedere il fiume ingrossarsi fino a tracimare. Sfinito cade in terra a supplicare la sua liberazione.
Una scultura dai tratti malinconici quasi lacrimante per il dolore. Un’implorazione di misericordia e di morte per sottrarsi al duro incarico assegnatogli. Tanti i peccati che feriscono la coscienza individuale e nazionale e affondano nel fiume Flegetonte: parole devastanti pronunciate da politici onorati, vergognose per il loro significato assolutorio nei confronti di alcuni “amici” o circostanze politiche. Si odono risate d’imprenditori senza scrupoli che affiorano dalle acque fetide, uccidendo per la seconda volta chi è finito in tragedia, e sembrano non scandalizzare più nessuno destinate col tempo ad essere dimenticate.
Tante le parole e i concetti “omicidi” che hanno stroncato la verità: ‘guerra preventiva’, ‘interventi chirurgici’, ‘embargo’, ‘esportare la democrazia’, ‘superiorità morale della sinistra’, ‘liberismo’, ‘capitalismo’, ‘comunismo’, ‘new economy’, ‘delocalizzazione’, ‘trasferimento della produzione’, ‘libero commercio’, ‘movimento di capitali’…., hanno devastato la dignità delle persone, hanno ucciso tanti innocenti, hanno ferito la dignità d’interi popoli, parole che ora annegano con chi le ha proferite nel bollore del Flegetonte.
Un’apatia intellettuale pesa come un macigno sulla “mente” di tanti individui che vantano la loro sapienza. Un sapere che si fonda su un “titolo” esposto in bella mostra dietro una scrivania, come ostentazione e avallo di quanto affermano. Esprimono idee su temi che non conoscono, studiano le anomalie degli altri con intelligenza ma non distinguono le proprie. Impegnati a tutelare la morale e i più deboli, si fregano le mani quando c’è da trarne guadagno. Non hanno il coraggio di criticare la loro appartenenza politica e non osano mettere in discussione l’”Infallibilità” di un certo modo di pensare, solo perché discende da una storia di rivendicazioni e di lotte sicuramente giuste ma che disattendono con il loro modo di argomentare e di agire. Uccidono la verità storica con il loro discutere vacuo. Dileggiano l’interlocutore. Incedono tronfi con il loro vessillo-titolo al vento. Sbandieratori e banditori di se stessi pronti a devastare con malizia chi, rispettoso per natura, non sa come difendersi. Approfittatori e predatori, agitano la pergamena del titolo per fornire prova delle loro capacità e conoscenze. Umiliano la bellezza di una donna quasi fosse un peccato e intanto venerano immagini sacre, in cui l’idea del “bello” è esaltato con forme sublimi. Sempre sofisticati e ricercati nei modi, pur di distinguersi, e intanto feriscono, con il loro schierarsi dalla parte di un presunto bene, l’Intelligenza , la Cultura, la Fede. Non hanno reminiscenza di quello che fanno e delle loro vacue opinioni poiché solo nel “dimenticatoio” è la loro forza vitale. Persone ordinarie che posano da ‘alternativi’ del pensiero comune, del costume corrente e intanto sviliscono con arroganza un’idea di nuovo. Persone afflitte da ‘servitù intellettuale’ che feriscono la sensibilità dei giusti, di quanti, pur avendo idee nuove, non sono “titolati” e non possono esprimersi.
Il fiume sobbolle incessantemente, il bollore denso a contatto con l’aria esplode in un’infinità di odori sgradevoli, sembra non farcela a contenere tanti individui, tante parole, tanti concetti. Per questo il Centauro è rappresentato stanco ed emaciato. Solo proprio non ce la fa a reggere quel ruolo, chiede aiuto, chiede un esercito liberatorio che spazzi via ogni peccato. Per troppo tempo si è confidato nell’intelligenza , nella fede, nella cultura, nell’esemplarità è giunto il momento di lasciare il compito a chi ha “competenze specifiche” affinché non si commettano più siffatti delitti.
Il centauro guarda il fiume e in esso il riflesso della società odierna che sembra edificata su di esso e lentamente sprofonda nelle acque insanguinate.
Centaur-kneeling-Pasquale Mastrogiacomo
The earthenware sculpture, small, represents a centaur on his knees with his head turned and facing up. The model, although smooth, suggests fingerprints and tools used by the artist. The bust is missing arms, in place of open curvilinear grooves. Face, a modern accessory, a visor similar to those worn by the virtual vision, seeks to modernize the cultural meaning of the mythological figure. Read the rest of this entry »

Conversation-Pasquale Mastrogiacomo
The sculpture “Conversation”, with momentum totemic, depicts a sequence-profile faces surrounded by a larger fish-shaped.
To examine it with interest and inventiveness seems that the author wanted to make tangible a chat with three companions, He She The Other, while eating fish and sipping wine.
To hear their dialogue, simply place the sculpture on a pedestal, in a dark room and without ornaments, and observe the light of a candle. Sitting quietly in a chair in black leather, with a good glass of red wine, you can scroll through the eyes phrases emerging from the shaky and jittery shadows that extends over the partition. After a few sips … you can attend to their conversation that will be for one reason or another type of society of which the observer will be a carrier hearing officer. Reciprocity Read the rest of this entry »

Figura distesa,1994 terracotta patinata cm 35x20x15
La scultura dal titolo evocativo “Figura distesa” richiama concettualmente le figura distese di Henry Moore e ritualisticamente quelle precolombiane. Essa rappresenta un uomo disteso, un uomo ideale, la cui forma risulta schematizzata nei tratti geometrici.
L’uomo raffigurato è colto in un momento di estraneazione dalla realtà e sembra sognare. L’autore coglie ed immortala questo momento, che diventa rituale, in cui la proiezione onirica permette all’uomo di scacciare dal suo animo il disgusto e l’incongruenza morale di cui è quotidianamente pervaso. Un rituale costante della sua esistenza che gli permette di sognare e di immaginare delle società nuove, diverse, in cui gli Ipocriti non rivestino ruoli di dirigenza; gli Educatori non vantino la propria pochezza attraverso la scorsa veloce di un “libro raro” e l’implorazione di un Dio ossequiato; i Lestofanti non siano presenti come sanguisughe in ogni settore della vita sociale; e i Rappresentanti politici e sindacali, che su tale funzione fondano la loro importanza e la loro iniquità, non assoggettino più giovani e meno giovani alla propria vorace avidità.
Il sognare diventa, per l’autore, forma e materia, pratica onirica che concede all’uomo di sentirsi cerebralmente e moralmente “sano”. Uno sfogo fantastico a occhi aperti, una rivalsa onirica, si potrebbe definire, dal momento che solo questa gli viene paternalisticamente concessa dagli “eruditi”. Uno sguardo che si leva al cielo, sorvola le città con le loro esalazioni tossiche di coscienze putrefatte, assise sugli scranni del potere.
A contemplarla bene l’opera evoca una daga, un’arma pronta per essere impugnata da quanti desiderino lacerare il manto di falsità che strozza il giudizio comune, ma la sua purezza l’accosta ad uno strumento musicale dal suono arcaico e armonioso.
Come il Chac Mool, sul quale gli Aztechi posavano le offerte in occasione dei sacrifici, “Figura distesa” diventa per l’autore l’altare sul quale sacrificare la corruzione morale della società occidentale.
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Figure-lying Pasquale Mastrogiacomo
The sculpture evocatively titled “Figure-lying” draws conceptually the recumbent figure of Henry Moore and ritualistically those pre-Columbian. It is a relaxed man, an ideal man, whose form is outlined in the geometric traits.
The man depicted is caught in a moment of alienation from reality and seems to dream. The author captures and immortalizes the moment, which becomes ritual, when the dream projection allows man to banish from his mind the moral disgust e the inconsistency which is filled daily. A constant ritual of its existence that allows him to dream and imagine a new society, different, where the hypocrites do not put them on leadership roles, the teachers do not brag its smallness rushed through a “rare book” and imploring God, the swindlers are not present as leeches in every sector of social life and political and trade union representatives, that this function based on their importance and their iniquity, not subjecting younger and older people to their voracious greed. Read the rest of this entry »

Soldato in meditazione, 1993 terracotta h 20 cm

Metamorfosi, 1994 gesso h 49 cm

Torsione mistica,1997 gesso h 50 cm

Donazione-1994-terracotta-patinata-h-35-cm

Uomo-rapito-dal-proprio-passato-1994-terracotta-h-27-cm

Prostrazione di un prete, 1997 ? scultura in gesso
The sculpture depicts a minister in his knees, his arms after the joint back and bust arched back to look at, kidnapped by a force that gives the work an ecstatic mystical disturbance. Prostrate in the presence of a superior or the Almighty, the minister appears to be a penalty imposed by a torment, a trepidation derived from a crime committed or a duty unfulfilled.
The work, “externals” polished, “slippery”, waterproof, implies the incontestable teachings and invulnerability of Faith which can not be in a dissertation in the debate as ‘editors’ of God on earth. It wants to consider and investigate, on its configuration, the shadows not quite transparent and of Catholicism outlined. Shadows that are not true reproduction of what the projects or what is published. Shadows in historical research may only discover the real essence. A history of many major events and incidents, which simplify, not separated by a blind belief, places the “invested” by God to a level of assurance and confidence without revealing the contradictions. Read the rest of this entry »
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