“La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto.” (P. Picasso)

Prostrazione di un prete-Pasquale Mastrogiacomo

aprile 29th, 2009 admin
 

Prostrazione di un prete, 1997 ? scultura in gesso

Prostrazione di un prete, 1997 ? scultura in gesso

La scultura raffigura un ministro del culto in ginocchia, con le braccia congiunte posteriormente alla schiena, il torso arcuato a osservare indietro, rapito da una forza estatica che conferisce all’opera un turbamento mistico. Prostrato alla presenza di un suo superiore o dell’Onnipotente, il ministro del culto appare inflitto da uno scotto, da un supplizio, da una trepidazione derivati da un delitto commesso o da un dovere incompiuto.
L’opera, “dall’esteriorità” polita, “scivolosa”, impermeabile, sottintende l’incontestabilità degli insegnamenti e l’invulnerabilità della Fede che non può essere messa in dissertazione, in dibattito, come i “curatori” di Dio in terra.
Essa desidera considerare e investigare, per la sua configurazione, le ombre non proprio trasparenti e delineate del Cattolicesimo. Ombre che non sono la riproduzione veritiera di ciò che le proietta o di ciò che viene reso pubblico. Ombre di cui la ricerca storica solamente può scoprire la reale essenza. Una storia di molti eventi e di grandi episodi, la cui semplificazione, non disgiunta da una credenza cieca, colloca gli “investiti” di Dio ad un livello di affidabilità e fiducia senza però rivelarne le antinomie.
Un’opera “pretesto” che vuole questionare sulla rara integrità di molti che, “fregiati” di Dio, pontificano, moralizzano, congetturano, sconnessi con la propria ombra e con il proprio Credo. Giudicano, analizzano, divulgano ma non amano essere disquisiti o discussi. Con un Crocifisso d’oro massiccio al collo o inciso sugli anelli, quale simbolo di Onnipotenza, parlano della fame nel mondo, con un linguaggio forbito e colto, siedono ai tavoli dei potenti di turno, si rimpinguano della parola di Dio, e intanto sfrecciano in macchine lussuose contrassegnate dall’immagine del Signore.
La scultura potrebbe rappresentare un individuo dell’Entità o del Sodalitium Pianum  incolpato di malversazione, appropriazione indebita dell’Obolo di San Pietro, favoreggiamento o pedofilia, ma, al di là della peculiarità del soggetto, vuole alludere alla disonestà morale e intellettuale di tanti osservanti.
Un’opera, senza pretese discriminanti o miscredenti, che invita alla meditazione sulle innumerevoli e insolite rivelazioni dell’Altissimo.
Prostration of a priest-Pasquale Mastrogiacomo

The sculpture depicts a minister in his knees, his arms after the joint back and bust arched back to look at, kidnapped by a force that gives the work an ecstatic mystical disturbance. Prostrate in the presence of a superior or the Almighty, the minister appears to be a penalty imposed by a torment, a trepidation derived from a crime committed or a duty unfulfilled.
The work, “externals” polished, “slippery”, waterproof, implies the incontestable teachings and invulnerability of Faith which can not be in a dissertation in the debate as ‘editors’ of God on earth. It wants to consider and investigate, on its configuration, the shadows not quite transparent and of Catholicism outlined. Shadows that are not true reproduction of what the projects or what is published. Shadows in historical research may only discover the real essence. A history of many major events and incidents, which simplify, not separated by a blind belief, places the “invested” by God to a level of assurance and confidence without revealing the contradictions. Read the rest of this entry »

Tempio dell’Occulto-Pasquale Mastrogiacomo

aprile 5th, 2009 admin
Tempio dell'occulto, 2004 ceramica h.cm 33
Tempio dell’occulto, 2004 ceramica h.cm 33

La scultura raffigura un mezzo-busto, con la testa di gufo, in camicia e cravatta. L’opera è concepita come un tempio a navata unica che si sviluppa in senso trasversale rispetto al riguardante.
L’entrata si trova sul prospetto laterale sinistro mentre la facciata principale assume le fattezze del rapace notturno.
Il mezzo busto è animato da monofore a grandezza scalare che si dispongono ai lati del contrafforte centrale a forma di cravatta.
Dal tamburo-colletto emerge la grande cupola-testa contrappuntata da feritoie e rosoni.
Al vertice della cupola due ciuffi di penne erettili come sfiati per l’areazione.
Una scultura-costruzione, dedicata a coloro che mettono in pratica rituali scaramantici, riti ammalianti e forme di magia in senso lato, nella quale trovano ospitalità, come nell’ottavo cerchio dell’Inferno dantesco, indovini, simoniaci, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri fraudolenti, seminatori di discordia, falsari. Un edificio per quanti nell’occulto hanno generato il proprio benessere, la propria importanza, la propria potenza. Una meta di pellegrinaggio per maghi della politica, della finanza, dell’intellighenzia, per intellettualoidi che interrogano del proprio fatturato sacerdoti-indovini addobbati di un lusso accecante.
Sulla spalla destra del gufo-tempio è posto uno zucchetto rosso a simboleggiare la coesistenza nell’assemblea di una vocazione sacrale e profana.
All’interno, ai lati della navata si dispongono piccole cappelle celebrative dedicate a piromanti, cartomanti, figuri di ogni specie con giacca e cravatta: veri conoscitori dell’occulto. Uomini che con carta e penna presagiscono il futuro di milioni di persone. Sacerdoti specializzati in “numerologia” che in crogioli fumanti rimestano infiniti numeri, infinite formule con cui “intossicare” economie di mezzo mondo e gettare sul lastrico milioni di persone incredule di così tanta “scientificità magica”.
Consiglieri di inganni che, “alambiccando”, “producono” opinioni, da somministrare alla gente per muoverla come fantocci o androidi, frasi, concetti, parole, calibrate e divulgate magicamente, capaci di suggestionare il discernimento degli uomini e di abbarbicarsi come edera per offuscarne la volontà, la riflessione ed ogni pensiero libero.
All’interno variati lezzi si impastano e impregnano l’ambiente completamente spoglio, privo di decorazioni e arredi, l’odore putrido che si diffonde è come afrodisiaco che scatena l’istinto predatorio di chi si reca ad idolatrare l’Occulto. Gente avida di potere e di denaro che gremiscono il tempio, esercitano la “magia” per soggiogare chi inconsapevolmente si fida dei loro consigli.
Lungo le cappelle si scorgono eleganti devoti, stanti, che colloquiano con eccentrici stregoni, prendono appunti, ristudiano contratti, rimuovono parole: persone di ogni sorta e di ogni estrazione diabolica.
In fondo alla navata si distingue un’imperiosa scrivania dove siede il Gran Maestro. Una specie di altare da cui catechizzare, rischiarato dalla luce, di colore amaranto, filtrata dallo zucchetto. Su di essa poche suppellettili: una penna stilografica, un foglio di carta intestata e un voluminoso “codice deontologico”.
L’altare è collocato su un catafalco funebre simbolo di devastanti presagi di morte.

 

Temple-Occult Pasquale Mastrogiacomo

The sculpture represents a half-bust, head of an owl in shirt and tie. The work is conceived as a single-nave church which develops in the transverse than the observer.
The entrance is on the left side elevation while the main facade takes on the features of the raptor.
The half-body is animated by a single light scalar that stand on either side of the central buttress shaped tie.
From drum-collar shows the large dome-head counterpoint loopholes Read the rest of this entry »