Le chiavi di Pio Mastrogiacomo (Acerno)

Chiavi in pila, 1997 ceramica h. 30

Pio Mastrogiacomo (Acerno), Chiavi in pila, 1997 ceramica h. 30

Piatto con chiavi nere, 1988 ceramica dm.40
Pio Mastrogiacomo (Acerno), Piatto con chiavi nere, 1988 ceramica dm.40
Piatto con chiavi nere, 1988 ceramica dm.40
Pio Mastrogiacomo (Acerno), Piatto con chiavi nere, 1988 ceramica dm.40
Scultura di chiavi

Pio Mastrogiacomo (Acerno), Scultura di chiavi, 1981 ceramica cm40x30x30

PIo Mastrogiacomo
PIo Mastrogiacomo (Acerno)
Mano che in pugna con forza la chiave, 1983 ceramica cm 30x15
Pio Mastrogiacomo (Acerno), Mano che impugna con forza la chiave, 1983 ceramica cm 30×15
Collage di piatto con chiavi, 1982 ceramica
Pio Mastrogiacomo (Acerno), Collage di piatto con chiavi, 1982 ceramica
Chiavi in pila, 1983 ceramica h. cm 30
Pio Mastrogiacomo (Acerno), Chiavi in pila, 1983 ceramica h. cm 30
Scultura di chiavi
Pio Mastrogiacomo (Acerno), Scultura di chiavi, 1981 ceramica cm 40x30x30
Pio Mastrogiacomo (Acerno),Testa con chiavi,1982 ceramica h35

Pio Mastrogiacomo (Acerno),Testa con chiavi,1982 ceramica h35

Piatto-con-profilo-e-chiavi-ceramica-1985-pio-mastrogiacomo

Piatto-con-profilo-e-chiavi-ceramica-1985-pio-mastrogiacomo

I segni della ceramica rivelano le molteplici possibilità con cui segnare un percorso, non solo visivo ma essenzialmente interpretativo, in cui il gesto, inteso come senso della manualità più diffusa, e il decorativo, come elemento pittorico/coloristico, invertono le proprie generalità diventando parti dell’essenza soggettiva dell’opera.
La ceramica riveste questa naturalità da una profonda conoscenza alchemica ma anche di una realtà materica dove la concettualità deve trovare riscontro con la stessa materia alterata dal grande magma rappresentato dal fuoco.
Uno scontro tra i due principi della naturalità diffusa da un lato la terra, argilla, dall’altro il fuoco ed è in questa frammentarietà dialogativa che Pio Mastrogiacomo trova il senso della comunicazione fra i diversi elementi che compongono il lavoro ceramico; una ripresa di quella soggettività, che molte volte resta abbandonata, che delinea come idea quello spazio mentale e gestuale dove la complessità della forma diviene una specie di segnale univoco per una chiarificazione della presenza dello stesso artista.
Un gioco alterno di “chiavi”interpretate nelle più svariate soggettività ma che necessitano di una intersezione fra i luoghi della memoria e lo spazio di quella realtà che resta il “totem”ceramico.

 Nicola Scontrino

 

Signs of ceramics reveal the many possibilities with which to mark a path, not only visual but essentially interpretive, in which the gesture, intended as a way of manual more widespread, and decorative, as a pictorial / colourist, reverse its shares generally become subjective essence of the work.
The pottery is of this natural from a deep knowledge of alchemy but also a reality where the conceptual material must be balanced with the same matter altered by large magma represented by fire.
A clash between two principles of natural spread from one side one hand the earth, clay, other fire and this is fragmentary dialogues Pio Mastrogiacomo is the sense of communication between the various elements comprising the ceramic work, a revival of that subjectivity that is often abandoned, which sets out as an idea that mental space where the where the complexity of the form becomes a kind of clarification unique to signal the presence of the same artist.
A play of “keys” interpreted in a variety of subjectivity but in need of an intersection between the places of memory space and the reality remains that the “totem” ceramic.

 Le chiavi di Pio Mastrogiacomo (Acerno)


Pio Mastrogiacomo può essere considerato nel mondo dell’arte ceramica “il cantore infinito delle chiavi” che in funzione psicologica raccolgono e assommano in sé infinite rappresentazioni della vita.
Infatti, le chiavi non sono solo l’oggetto atto ad aprire una porta, uno scrigno, un cancello, un’auto, ma sono anche lo scoprimento del fantastico, il segno del potere politico e religioso, il dono della musicalità che si fonde ai colori ceramici, siano essi bianchi o lucenti, siano essi azzurri o verdi, siano essi rossi o gialli.
E Pio Mastrogiacomo tiene fede a questo messaggio rielaborando in una forma che non ha eguali nella storia contemporanea della ceramica il suo tema preferito.
Egli è il cantore di un gioco che ha tante combinazioni, così come innumerevoli sono le sfaccettature della vita; in lui si essenzializza, sia pure con una apparente modestia dell’uomo-artista di provincia, gran parte del lungo cammino che ha percorso l’arte ceramica del mondo mediteraneo.

Lucio Barone

 

The keys of Pio Mastrogiacomo (Acerno)

Pio Mastrogiacomo can be seen in the world of ceramic art, “the singer infinite key” that collect and psychological function in itself add up infinite representations of life.
In fact, the keys are not the only object that may open a door, a chest, a gate, a car, but also the unveiling of the fantastic, the sign of the political and religious power, the gift of musicality that blends in ceramic colors, either white or bright, whether blue or green, whether red or yellow.
And Pio Mastrogiacomo abides by reworking this message in a shape that is unparalleled in the history of contemporary ceramic his favorite theme.
He is the singer of a game that has so many combinations, as are many facets of life in him making them essential, albeit with an apparent modesty of the man-artist of the province, much of the long journey that has traversed the world’s mediterranean pottery

 

Visita il museo virtuale di Pio Mastrogiacomo

 

www.piomastrogiacomo.it

 

 

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