Terza Biennale D’Arte Contemporanea Di Salerno 2018-Pasquale Mastrogiacomo

Intellighenzia ambivalente, 2018 olio su tela, cm 60x80, Pasquale Mastrogiacomo

Intellighenzia ambivalente, 2018 olio su tela, cm 60×80, Pasquale Mastrogiacomo

Opera presentata alla Terza Biennale D’Arte Contemporanea Di Salerno 2018

PREMIO L’ARTE NELLA GIUSTIZIA

6 ottobre / 18 novembre

Palazzo Fruscione

Salerno

Natura morta-Pasquale Mastrogiacomo

Natura morta (still life), 2013 olio su tela cm 80x60, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (NA)

Natura morta (still life), 2013 olio su tela cm 80×60, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (NA)

 

Opera presentata al premio Terna 06 Arte Contemporanea 2014

 

Natura morta
Condotti gocciolanti e fumanti fungono da sipario dividendo la scena in due parti: in primo piano, una terra arida e fumante attraversata da una colonia di sanguisughe brulicanti; sullo sfondo un territorio ancora integro e inesplorato prima che onorevoli autorità, complice l’informazione mediatica, impongano “noti” sistemi di gestione economica.
L’ambientazione visionaria si presta a due piani di lettura, due dimensioni spaziali e temporali che si fondono e si offrono alla vista dell’osservatore come un monito.
Il dipinto si presenta, ad un pubblico attento, ricco di interrogativi per sollecitare una seria riflessione sul pericolo di nuove devastazioni.

Tirannia del progresso-Pasquale Mastrogiacomo

Tirannia del  progresso, 2013 olio su tela 60x80, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno(SA)

Tirannia del progresso, 2013 olio su tela 60×80, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno(SA)

Tirannia del progresso 

Al centro della composizione, un trono lapideo, minacciato da sanguisughe fameliche, campeggia in un deserto solcato da rivoli di sangue, che sgorgano serpeggianti e minacciosi avanzando verso l’osservatore.
Dalla terra “insanguinata” esalano fumi tossici. 
In alto, come vessillo del progresso, svetta una croce di grattanuvole, strumento di martirio contemporaneo, ai suoi lati due “colletti bianchi” fungono da piedritti ad una arcata di fumi.
Un cielo grigio e fosco funge da sfondo di una campata che inquadra la cattedra inondata da una “colata nera”, scaturita dal colletto sacerdotale centrale.
L’Autore intende mettere in luce la decadenza morale e coscienziale in cui è precipitata la civiltà contemporanea, in nome di un progresso che segna profondamente ogni aspetto dell’esistenza, ferita gravemente dai “white collars”.
Due microfoni, simboli dell’informazione, divulgano le conquiste della rivoluzione del benessere, “offuscando” l’evidenza dei disastri sociali. 
L’iconologia del sangue rimanda, senza troppa retorica stilistico-estetica e formale, allo sfruttamento indiscriminato del creato. 


Tyranny of progress 

At the center of the composition, a stone throne, threatened by hungry leeches, stands in a desert crossed by streams of blood that flow meandering and menacing moving toward the observer.
From the land “bloody” exhale toxic fumes.
At the top, as a sign of progress, stands a cross of skyscrapers, contemporary instrument of martyrdom, its sides are two “white collar” serve as abutments to an arch of smoke.
A gray and gloomy sky serves as the backdrop of a span that frames the desk flooded with a “casting black”, triggered by the central priestly collar.
The author wishes to highlight the decadence and moral conscience that has plunged the modern civilization, in the name of progress, which deeply marks every aspect of life, seriously injured by the “white collar”.
Two microphones, information symbols, disseminate the achievements of the wellness revolution, “blurring” the evidence of social disasters.
The iconography of the blood found in, without too much rhetoric and stylistic-aesthetic and formal, the indiscriminate exploitation of creation.
Opera presentata alla IV edizione della mostra  d’ arte contemporanea Vuotociclo  “Sankta Sango”
Castel dell’Ovo-Napoli
dal 25 ottobre al 10 novembre 2013