Citazione-Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer (Danzica, 22 febbraio 1788 – Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860)

Arthur Schopenhauer (Danzica, 22 febbraio 1788 – Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860)

“Chi ha giuste intenzioni in mezzo a cervelli confusi

si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti

i campanili hanno orologi che vanno male

Lui solo conosce l’ora esatte, ma che gli giova?

Tutti si regolano secondo gli orologi della città

che indicano l’ora sbagliata, persino chi è al corrente

che solo il suo orologio segna l’ora giusta”

A.  Schopenhauer

 

Citazione-Aristofane

Aristofane (445 a.C.-380 a.C)

Aristofane (445 a.C.-380 a.C)

<<Se aveste cervello, trattereste le cose dello Stato proprio come la nostra lana. […] Prima di tutto, come si fa con la lana, togliendo via con un bagno il sudiciume della città. […] Poi cardare quelli che tramano in società per le cariche, e spelargli bene la testa. Poi in un paniere mescolare la concordia comune e pettinarla, mettendo insieme i meteci, gli stranieri che vi sono amici, i debitori dello Stato>>
Aristofane

Personificazione di una città-Pasquale Mastrogiacomo

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Personificazione di una città, 2008 olio su tela cm 70×90

Al centro del dipinto campeggia una città dalle fattezze umane in cui si incontrano il genere maschile (simbolicamente rappresentato dalla cravatta) ed il genere femminile (emblematizzato dagli occhi e dalla bocca). Dal loro incontro origina un’esplosione di caseggiati in cui pullula la vita. Un’esuberanza di abitazioni in fermento che si traduce con una pennellata energica e sicura. Ma l’imago urbis, sebbene si presenti in forma umana, riflette quanto sia disumanizzata la realtà urbana travolta dal dilagare del cemento e dal moltiplicarsi di anonimi caseggiati che fanno da sfondo alla storia degli uomini.
Il soggetto invita a riflettere su fenomeni sociali di estrema criticità quali la difesa dell’ambiente, l’urbanesimo, lo sviluppo sostenibile.
Il cromatismo denso e pastoso fa vibrare la pellicola pittorica. I riflessi di luce creano cangiantismi che conferiscono plasticità e morbidezza all’immagine. La tela si presta ad un confronto con la “città mortifera”: come due valve di un dittico in questa si leggono in nuce le riflessioni sviluppate nell’altra.

In collezione privata

 

Personification of a city-Pasquale Mastrogiacomo

At the center of the painting stands a city of human features that meet the masculine (represented symbolically by the tie) and female (symbolized by the eyes and mouth). From their original encounter an explosion of housing developments where the teeming life. Exuberance of homes in turmoil that results in a vigorous brushwork and safe. But the imago urbis, although present in human form Continua a leggere

Città mortifera-Pasquale Mastrogiacomo

Città mortifera  
Città mortifera, 2007 olio su tela 50×60
Il dipinto si presenta come una allegoria della modernità, metafora del progresso ad libitum.
Come in una visione onirica la città è nuda, si offre senza percorsi, senza orizzonte e senza futuro, disarmata ed inerme sembra scompaginarsi, consumata dall’ingordigia del genere umano.
Le luci sono spente, le case deserte, le piazze vuote, l’aria è schiacciante.
Come in una metamorfosi, il rapporto umanità-ambiente si fa stringente. L’uomo è nello stesso momento artefice e vittima della trasformazione.
I paesaggi si antropomorfizzano, manipolati dall’uomo battono all’unisono con i suoi ritmi, e poi sopraffatti periscono in rovina, in solitudine.
Il cromatismo è fuso, morbido, plastico, suggerisce immagini in mutazione simboli della precarietà dell’essere umano, dell’incostanza della sua volontà e della fragilità della sua identità.
In collezione privata
City-lethal Pasquale Mastrogiacomo

The painting is presented as an allegory of modernity, progress metaphor ad libitum.
As in a dream vision the city is bare, it offers no paths, no horizon and no future, unarmed and defenseless seems to disrupt, consumed by greed of mankind. Continua a leggere