Intellighenzia ambivalente-Pasquale Mastrogiacomo

Intellighenzia ambivalente, 2018 olio su tela, cm 60x80, Pasquale Mastrogiacomo

Intellighenzia ambivalente, 2018 olio su tela, cm 60×80, Pasquale Mastrogiacomo

Crocifissione di un colletto bianco-Pasquale Mastrogiacomo

Crocifissione di un colletto bianco (Crucifixion of a white collar),2017 disegno con matite acquerellabili e matite colorate (drawing with watercolor pencils and colored pencils), cm 30×40, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

Crocifissione di un colletto bianco (Crucifixion of a white collar),2017 disegno con matite acquerellabili e matite colorate (drawing with watercolor pencils and colored pencils), cm 30×40, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

Crocifissione di un colletto bianco-Pasquale Mastrogiacomo

Crocifissione di un colletto bianco (Crucifixion of a white collar),2017 disegno con matite colorate e inchiostro nero ( drawing with colored pencils and black ink), cm 30×40, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

Crocifissione di un colletto bianco (Crucifixion of a white collar),2017 disegno con matite colorate e inchiostro nero ( drawing with colored pencils and black ink), cm 30×40, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

Crocifissione contemporanea-Pasquale Mastrogiacomo

Crocifissione contemporanea (contemporary crucifixion), 2016 dipinto olio su tela (painting oil on canvas) cm 60x80, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

Crocifissione contemporanea (contemporary crucifixion), 2016 dipinto olio su tela (painting oil on canvas) cm 60×80, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

 

Crocifissione contemporanea

Il dipinto rappresenta un storico seduto in poltrona che assiste, composto e silente, ad un martirio contemporaneo. Il martire è un “colletto bianco” che ha sacrificato la sua esistenza in nome di una ideologia di progresso, affidata alle sanguisughe in fuga che ne ereditano la missione. Emblematici in tal senso gli oleodotti grondanti e fumanti. Il testimone, “sacerdotale” nella sua allure, descriverà, novello evangelista, con la sua penna, il sacrificio dell’agente crocifisso.
Il dipinto non concede spazio al paesaggio e lo sguardo dell’osservatore non può cedere a divagazioni. L’immagine della Crocifissione svetta frontalmente, contro un cielo di lamina lucente, graffiata da scie chimiche che svela in trasparenza i simboli del rating, levandosi da un “piedistallo-Kaaba” visto dall’alto. La molteplicità dei punti di vista sembra rendere instabile la complessa costruzione, annullando di fatto la funzione del basamento, che trasmette all’osservatore una impressione di precario equilibrio.
Il dipinto fonde insieme più ordini di lettura, quello storico del tempo diacronico – dal passato biblico alla contemporaneità della finanza e dello sfruttamento economico delle risorse ambientali – e quello sociale, nel senso più comprensivo del termine, con uno stile incisivo e salace, con una pittura lucida e razionale che inoltra l’osservatore avveduto in profonde riflessioni sulle modalità di intelligere il mondo.

Contemporary crucifixion

The painting represents a historic sitting in the chair that assists, composed and silent, to a contemporary martyrdom. The martyr is a “white collar” who sacrificed his life in the name of an ideology of progress, entrusted to the leeches on the run who inherit the mission. Emblematic in this regard pipelines dripping and steaming. The witness, “priestly” in its allure, describe, new evangelist, with his pen, the crucifix agent sacrifice.
The painting does not grant to the landscape space and the viewer’s gaze can not give in to digressions. The image of the Crucifixion stands frontally, against a bright sky foil, scratched by chemtrails that reveals the transparency of the rating symbols, rising by a “stand-Kaaba” seen from above. The multiplicity of points of view seems to make the building complex unstable, nullifying the stand function, which transmits to the observer a precariously balanced impression.
The painting blends together the most read jobs, the historical one of diachronic time – from the biblical past and the contemporary financial and economic exploitation of natural resources – and the social, meaning more understanding of the term, with an incisive style and salacious, with a lucid and rational painting that forwards the astute observer, deep reflections on ways of intelligere the world.

Opera premiata al 2°Premio Internazionale Volturno Morani, Firenze-Pasquale Mastrogiacomo

Conferenza stampa (press conference), 2014 dipinto olio su tela (painting oil on canvas), cm 35x50, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

Conferenza stampa (press conference), 2014 dipinto olio su tela (painting oil on canvas), cm 35×50, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno (SA).

Opera premiata al 2° Premio Internazionale Volturno Morani

 23 febbraio 3 marzo 2015 presso la sede della Regione Toscana- Consiglio Regionale, Via Cavour  4, Firenze.

 

 

Presentazione critica dell’opera

 

Conferenza stampa” è tra gli ultimi lavori di Pasquale Mastrogiacomo, da anni impegnato con tematiche a sfondo politico-sociale. La pittura dell’Artista trae ispirazione dal fenomeno della Neue Sachlichkeit, con cui condivide la componente di critica sociale, per concretarsi nella proposta di riflessioni sulle condizioni dell’uomo e dell’ambiente,  adoperando un linguaggio eloquente e provocatorio che si fa monito. Il sermo è politico, economico, ambientale o religioso. I soggetti privilegiati sono dirigenti, amministratori e autorità ecclesiastiche. Al centro del dipinto campeggiano, sullo sfondo di un cielo rovente al tramonto, due conferenzieri senza volto. Dai colletti si eleva, staccandosi da un viluppo di grattanuvole, un arco a sesto acuto che squarcia la scena principale. L’ogiva provoca una ferita che lacera e sanguina ma lascia intravedere nuovi spazi oltre un cielo cristallino. Nel fondo la scelta dei toni suggerisce una situazione in mutamento, il paesaggio notturno e quello diurno si avvicendano suggerendo una progressione temporale. I due personaggi ostentano sicurezza benché posino in precario equilibrio su una piattaforma fluttuante. La terra arida e stanca appare segnata dalla linea d’orizzonte che precipita centralmente. Alle loro spalle un altro “colletto bianco” partecipa al dibattito mediatico, la distanza suggerisce una posizione di preminenza, mentre un vescovo, di cui si intravede parzialmente la sagoma, assiste silente alla conferenza stampa. La sua presenza è perturbante, confonde e destabilizza. La scelta di isolarlo, mediante una cornice di tubi, evidenziata da un diverso cromatismo del fondo, realizza una simultaneità di piani e di livelli di lettura. Un intrico di tubi, camini fumanti e condotti gocciolanti di oro nero, collegano i personaggi del dipinto impegnati con discorsi e promesse a salvaguardare gli interessi finanziari di occulte organizzazioni lobbistiche, talvolta insospettabili. La cornice nera che delimita il dipinto sembra riprodurre l’effetto di una ripresa televisiva e nel contempo fa assumere alla tela le fattezze di un manifesto funebre. Nella loro indeterminatezza il vescovo e l’uomo di potere in secondo piano, spesso complici di speculazioni affaristiche, sovente condotte sotto le insegne della filantropia, diventano metafora di un sistema di gestione politica-economica corrotto e guasto, di cui si fanno icona e portavoce i due conferenzieri in primo piano.Il linguaggio pittorico vive di simboli contemporanei: il pulpito – TV e lapide insieme -, i microfoni, emblemi dell’informazione mediatica asservita e consolatrice, i grattanuvole, i colletti bianchi, i condotti e i fumaioli antropomorfi, signa del sistema economico. Dal punto di vista formale l’opera persegue un realismo espressionista senza retorica. Sublimati gli effetti naturalistici le figure diventano simbolo, apparenze enigmatiche slegate da ogni contingenza, disincarnate ed atemporali: la linea di contorno morbida e sinuosa ne accentua l’immaterialità. Il processo di semplificazione è condotto con limpidezza costruttiva e di segno, la luce tersa e cristallina accende l’intensità del cromatismo, le compenetrazioni spaziali diventano temporali: l’istante e il divenire si incontrano alimentando le aspettative dell’osservatore. Gli effetti simultanei, di carattere magrittiano, si coniugano in questa tela con un cromatismo acceso e brillante, in omaggio a Morani, dando vita ad una ambientazione visionaria, impietosa e precisa nei dettagli, per svelare l’ipocrisia degli apparati di governo e dei sistemi di gestione economica.

A cura di

Dott. Anna Spiezia

Sacralità violata-Opera premiata con il secondo premio al “Premio Internazionale Letterario-Artistico-La Piazzetta”XII edizione 2011-Pasquale Mastrogiacomo

Sacralità violata, olio su tela cm 60x80, Pasquale Mastrogiacomo Acerno (SA)

Sacralità violata, olio su tela cm 60×80, Pasquale Mastrogiacomo, Acerno

La tela, dal titolo “Sacralità violata”, rappresenta in primo piano il pianeta terra, arido e infilzato da una carreggiata a forma di spada. Schiacciato dalla mancanza di sfumato affiora lento dal campo inferiore della tela e si mostra allo spettatore nella sua sfericità come una ostia eucaristica, spiccato da un mare innaturale e grigio.
Sul fondo a sinistra la veste di un vescovo sottolinea la sacralità della madre terra violata da un “positivismo” minaccioso, miope, al servizio dei pochi.
Sanguisughe voraci muovono senza sosta la bigia strada sino al nucleo della terra ad esaurire le ultime risorse vitali. Alle spalle un colletto bianco, dai profili mossi e spettrali, sovrastato da una croce di grattacieli, che simbolizzano il futuro martirio, fissa lo sguardo del fruitore all’esterno della scena e presenta con indifferenza i contenuti visivi. Due comignoli simili a cipressi conferiscono alla composizione una macabra aura, silente e di liturgica memoria.

In collezione privata

 

Sacredness violated  

The painting, titled “Sacredness violated,” is in the foreground planet earth, dry and skewered by a sword-shaped track. Crushed by the lack of gradient emerges slowly from the field under canvas and shows the viewer in its spherical shape as a wafer of the Eucharist, and marked by a sea unnatural gray.
On the bottom left the robe of a bishop emphasizes the sacredness of mother earth violated by a “positivism” threatening, short-sighted, in the service of a few.
Voracious leeches move relentlessly gray road until the core of the earth to run out the last vital resources. Behind a white collar, from wavy and spectral profiles, high-rise topped by a cross, symbolizing the future martyrdom, gaze of the viewer outside the scene and shows indifference visual content. Two cypress trees like chimneys give the composition a macabre atmosphere, silent and liturgical memory.

 

Opera presentata al Premio Internazionale Letterario-Artistico

“La Piazzetta” XII edizione 2011

 Premiata con il secondo premio