“La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto.” (P. Picasso)

Catalogo Volturno Morani-Pasquale Mastrogiacomo

luglio 9th, 2010 admin

Catalogo

Catalogo

Premiazioe-Pasquale Mastrogiacomo

luglio 9th, 2010 admin

Premiazione Pasquale Mastrogiacomo

Premiazione Pasquale Mastrogiacomo

Secondo Premio : Medaglia d’argento e Pergamena sezione “Pittura” conferito a Pasquale Mastrogiacomo

giugno 22nd, 2010 admin

Pensiero critico della giuria artistica del Premio Internazionale Letterario-Artistico


“La Piazzetta” XII edizione 18 giugno 2010

Secondo Premio : Medaglia d’argento e Pergamena

Al pittore Pasquale Mastrogiacomo di Acerno (SA)

Per l’opera dal titolo :”Paesaggio Surreale”

 

Nella visione onirica dove il pensiero si configura in molteplici immagini, l’artista attraverso stilemi inquadrabili nel simbolismo surrealistico ha evocato l’idea dell’uomo nella sua apparenza.
Infatti l’opera, in una sorta di paesaggio, pone in essere il prodotto umano in un ambito edificante in apparenza dissacrante, come espresso dall’edificio-forse a forma di croce posto al centro, dalle gambe femminili divaricate a passo di danza e un globo racchiuso da due percorsi, con figure simboliche, convergenti alla base dell’edificio.
Sembra che l’artista voglia interrogare l’inconscio per capire o dare alla vita il senso di appartenenza che le è proprio, oppure dissacrarne l’intrinseco valore, dall’origine fino al suo tramonto posto all’orizzonte.

Paesaggio surreale,2010 olio su tela cm60x80 Pasquale Mastrogiacomo- Medaglia d'argento

Paesaggio surreale,2010 olio su tela cm60x80 Pasquale Mastrogiacomo- Medaglia d'argento

 

Paesaggio con comignoli-Pasquale Mastrogiacomo

giugno 11th, 2010 admin
Paesaggio con comignoli,2010 olio su tela cm20x20 Pasquale Mastrogiacomo
Paesaggio con comignoli,2010 olio su tela cm20×20 Pasquale Mastrogiacomo
 
In primo piano, sul lato sinistro della tela, un pianeta del sistema solare incombe su una veduta desolata e inclinata. Comignoli in lingerie, simili a cipressi ordinati progressivamente,  indicano la profondità. Grattacieli, dai toni gelidi, si ergono al di là dell’orizzonte come una pira sacrificale. Un comignolo sulla destra, imperioso e preminente, taglia il quadro orizzontalmente, incombendo con un miasma sinuoso sul paesaggio fantastico, come una lama di  spada. Due strade, percorse da sanguisughe insaziabili, convergono all’infinito.
 
Landscape with chimneys
 
In the foreground on the left side of the canvas, a planet in the solar system rests on a desolate view angle. Chimneys in lingerie, similar to cypress consecutively, indicate the depth. Skyscrapers, icy tones, rise beyond the horizon as a sacrificial pyre. A chimney on the right, imperious and superior size the picture horizontally, with a looming miasma winding the breathtaking scenery as a sword blade. Two roads, traveled by voracious leeches, converge to infinity.

Opera in mostra alla IV° edition VentiPerVenti 

 

Mostra internazionale d’arte contemporanea del piccolo formato

 

Via San Domenico Soriano 34 Naples,Italy

 

20 giugno 20 luglio

 

Telecronista-Pasquale Mastrogiacomo

giugno 7th, 2010 admin
Telecronista, 2010 cm 20x20 Pasquale Mastrogiacomo
Telecronista, 2010 cm 20×20 Pasquale Mastrogiacomo

La tela mostra in primo piano un uomo vestito di blu mentre trasmette una giornata di cronaca. La linea d’orizzonte si piega al centro attribuendo al quadro un moto discensionale. Sullo sfondo due individui senza fisionomia verificano che tutto venga comunicato senza malintesi. Un comignolo con reggicalze, seducente simbolo di progresso, suddivide in due la tela. Il volto del giornalista è reso da due sanguisughe che avviluppano il pianeta terra da cui spunta con alterigia un soffio di fumo. Intanto una sanguisuga solitaria esplora il globo terrestre.

Commentator 

The painting shows a close up a man dressed in blue and transmit a day’s news. The skyline of bends in the middle giving the picture a movement of descent. Background features two individuals without verifying that everything is communicated without misunderstanding. A chimney with suspenders and seductive symbol of progress in two canvas. The face of the journalist is made by two leeches that envelop the planet earth from which a check haughtily puff of smoke. Meanwhile a solitary leech explores the globe.

 

Opera in mostra alla IV° edition VentiPerVenti 

 

Mostra internazionale d’arte contemporanea del piccolo formato

 

Via San Domenico Soriano 34 Naples,Italy

 

20 giugno 20 luglio

 

 

Mezzobusto con paesaggio-Pasquale Mastrogiacomo

giugno 2nd, 2010 admin
Mezzobusto con paesaggio,2010 olio su tela cm 20x20
Mezzobusto con paesaggio,2010 olio su tela cm 20×20-Pasquale Mastrogiacomo

Al centro del quadro compare, dalla bruma, il mezzobusto di un uomo dal cui collo si levano palazzi, dall’aspetto e dai colori lugubri, circondati da un colletto fumante. Due solini con cravatta, sistemati sul lato sinistro della tela, conferiscono un’aura grave alla composizione. L’incunearsi della linea di orizzonte pare aspirare gli elementi della composizione pittorica come in una clessidra senza fine.

Bust with landscape

At the center of the picture appears, from the mist, the bust of a man whose neck rise buildings, looking grim and colors, surrounded by a collar smoking. Two collars with tie, placed on the left side of the canvas, giving an aura serious composition. The wedging of the horizon line seems to aspire to the elements of pictorial composition as an hourglass worm.

 

 

Opera in mostra alla IV° edition VentiPerVenti 

 

Mostra internazionale d’arte contemporanea del piccolo formato

 

Via San Domenico Soriano 34 Naples,Italy

 

20 giugno 20 luglio

 

 

 

Caduta delle ideologie-Pasquale Mastrogiacomo

maggio 30th, 2010 admin

Opera presente al Premio Celeste

E’ possibile votare tale opera seguendo il link

http://www.premioceleste.it/opera/ido:53527/

L’iscrizione al sito per votare è gratuita

 

 

 

 

 

Caduta delle ideologie, 2010 olio su tela cm 6ox80

Caduta delle ideologie,2010 olio su tela cm 60x80-Pasquale Mastrogiacomo

 

Il dipinto, a carattere storico, rappresenta al centro un uomo in giacca e cravatta mentre arringa dai microfoni il pubblico. Lo sguardo del soggetto, rivolto verso il lato sinistro della tela, invita il fruitore ad addentrarsi nello spazio della pittura e scorrere con gli occhi, come in un testo scritto, gli elementi della composizione pittorica. Un politico o un ideologo pronto a congegnare, con concetti dietrologici inceneriti e fetidi, una nuova ideologia: “il vacuismo dialettico”. Alle spalle spuntano due comignoli a foggia di gambe femminili, simili a cipressi, emblemi di morte, che inquadrano la testa sferoidale. Sullo sfondo, disposti coreograficamente, dei “colletti bianchi” senza volto: affaristi, commercianti di anime, amministratori delegati della vita delle persone, consiglieri occulti del fantoccio di turno. Miasmi cinerei, ondulanti e serpeggianti nel loro andamento, si levano miti dai baveri e dalla manica dell’uomo, intanto, un’armata di sanguisughe avanza alla ricerca di nuovi nazioni e di nuove risorse umane, economiche, energetiche, da spillare ed esaurire.
Il quadro, diviso a metà dalla cravatta rossiccia dell’uomo senza volto al centro dello sfondo, mette in risalto due differenti realtà, due frammenti di mondo in dicotomia tra loro.
L’atmosfera terrificante, agghiacciante, è data da una stesura senza “impronte” del colore. Un colore espressivo nella tonalità ma non nella gestualità del segno.
L’iconografia del dipinto rende con attributi “contemporanei” l’Autocrate che con argomenti illusionistici e alchemici esalta la massa per poi piegarla al proprio volere e a quello dei suoi consiglieri occulti. Un conoscitore di retorica e di populismo che conforma a sua immagine la moltitudine. Il quadro richiama alla memoria “una storia” oramai dimenticata, depauperata della sua natura educativa. Il braccio alzato con l’indice rivolto in alto, ad indicare gli avversari, diventa ad un tratto una condanna nei confronti di chi vuole opporsi contrastandone la propaggine corruttiva ed invece dovrebbe ammonire affaristi e speculatori che con scelte politico-economiche “scientifiche” stravolgono l’esistenza di milioni di persone costringendoli ad una vita di miseria e di migrazione forzata.
L’artista riprende da una fotografia l’immagine del premio nobel Aleksandr Solgenitsyn, autore di “Arcipelago Gulag”, e la trasforma in una icona contemporanea alterandone volutamente la portata morale. Contestualizzata in una nuova realtà, desertica e coreografata da uomini senza volto, richiama la ritrattistica “dittatoriale” che imbratta le città a fini propagandistici. Un riferimento studiato dall’autore per evidenziare come il “bene” e il “male” veicolino le proprie idee usando gli stessi mezzi comunicativi, la stessa gestualità, la stessa posa e lo stesso vestire.

 

 

Fall of ideologies

The painting, of a historical nature, is the middle man in a suit and tie while haranguing the audience microphones. The gaze of the subject, facing the left side of the canvas, it invites the viewer to penetrate the space of painting and scroll through the eyes, like a written text, the elements of pictorial composition. A politician or ideologue ready to assemble, incinerated and fetid with conspiracy Read the rest of this entry »

3° Collettiva di Pittura e Design seconda edizione del Premio Internazionale “Rifiuti in cerca D’Autore-Second Life

aprile 25th, 2010 admin

Mostra itinerante

19-26  giugno  2010

Palazzo Vanvitelliano

Mercato S.Severino (SA)

inaugurazione sabato 19 giugno  ore 18:30

opera in mostra “Seduzione del progresso “  Pasquale Mastrogiacomo

Seduzione del progresso

Seduzione del progresso

Custos virginitatis-Pasquale Mastrogiacomo

aprile 19th, 2010 admin

Custos virginitatis, 1995 terracotta

Custos virginitatis, 1995 terracotta

Centauro genuflesso-Pasquale Mastrogiacomo

marzo 10th, 2010 admin
Centauro genuflesso, 1993 terracotta cm 20
Centauro genuflesso, 1993 terracotta cm 20

La scultura in terra cotta, di piccole dimensioni, rappresenta un Centauro in ginocchio con la testa girata e rivolta verso l’alto. Il modellato, sebbene liscio, lascia intravedere le impronte delle dita e delle mirette usate dall’artista. Il busto manca delle braccia, al loro posto si aprono dei solchi curvilinei. Sul viso, un accessorio moderno, una visiera simile a quelle indossate per la visione virtuale, intende attualizzare il significato culturale della figura mitologica.
La scultura è ispirata ai centauri danteschi che nell’Inferno colpivano con le frecce i condannati: tiranni, omicidi, predatori, devastatori, feritori, che immersi nel fiume insanguinato, il Flegetonte, pagavano per i peccati commessi in vita.
L’opera è stata creata negli anni novanta un decennio contrassegnato da omicidi eccellenti, devastazioni economico-finanziare, embarghi, guerre… che hanno oppresso con tirannia gente innocente.
Il Centauro si presenta spossato, dimesso, rassegnato. Rivolge lo sguardo in alto verso la volta celeste che si colora di rosso dal riflesso del fiume. Oramai esausto s’inginocchia, nauseato di vedere perpetuare follemente tali peccati, stanco di ferire e vedere il fiume ingrossarsi fino a tracimare. Sfinito cade in terra a supplicare la sua liberazione.
Una scultura dai tratti malinconici quasi lacrimante per il dolore. Un’implorazione di misericordia e di morte per sottrarsi al duro incarico assegnatogli.
Tanti i peccati che feriscono la coscienza individuale e nazionale e affondano nel fiume Flegetonte: parole devastanti pronunciate da politici onorati, vergognose per il loro significato assolutorio nei confronti di alcuni “amici” o circostanze politiche. Si odono risate d’imprenditori senza scrupoli che affiorano dalle acque fetide, uccidendo per la seconda volta chi è finito in tragedia, e sembrano non scandalizzare più nessuno destinate col tempo ad essere dimenticate.
Tante le parole e i concetti “omicidi” che hanno stroncato la verità: ‘guerra preventiva’, ‘interventi chirurgici’, ‘embargo’, ‘esportare la democrazia’, ‘superiorità morale della sinistra’, ‘liberismo’, ‘capitalismo’, ‘comunismo’, ‘new economy’, ‘delocalizzazione’, ‘trasferimento della produzione’, ‘libero commercio’, ‘movimento di capitali’…., hanno devastato la dignità delle persone, hanno ucciso tanti innocenti, hanno ferito la dignità d’interi popoli, parole che ora annegano con chi le ha proferite nel bollore del Flegetonte.
Un’apatia intellettuale pesa come un macigno sulla “mente” di tanti individui che vantano la loro sapienza. Un sapere che si fonda su un “titolo” esposto in bella mostra dietro una scrivania, come ostentazione e avallo di quanto affermano. Esprimono idee su temi che non conoscono, studiano le anomalie degli altri con intelligenza ma non distinguono le proprie. Impegnati a tutelare la morale e i più deboli, si fregano le mani quando c’è da trarne guadagno. Non hanno il coraggio di criticare la loro appartenenza politica e non osano mettere in discussione l’”Infallibilità” di un certo modo di pensare, solo perché discende da una storia di rivendicazioni e di lotte sicuramente giuste ma che disattendono con il loro modo di argomentare e di agire. Uccidono la verità storica con il loro discutere vacuo. Dileggiano l’interlocutore. Incedono tronfi con il loro vessillo-titolo al vento. Sbandieratori e banditori di se stessi pronti a devastare con malizia chi, rispettoso per natura, non sa come difendersi. Approfittatori e predatori, agitano la pergamena del titolo per fornire prova delle loro capacità e conoscenze. Umiliano la bellezza di una donna quasi fosse un peccato e intanto venerano immagini sacre, in cui l’idea del “bello” è esaltato con forme sublimi. Sempre sofisticati e ricercati nei modi, pur di distinguersi, e intanto feriscono, con il loro schierarsi dalla parte di un presunto bene, l’Intelligenza , la Cultura, la Fede. Non hanno reminiscenza di quello che fanno e delle loro vacue opinioni poiché solo nel “dimenticatoio” è la loro forza vitale. Persone ordinarie che posano da ‘alternativi’ del pensiero comune, del costume corrente e intanto sviliscono con arroganza un’idea di nuovo. Persone afflitte da ‘servitù intellettuale’ che feriscono la sensibilità dei giusti, di quanti, pur avendo idee nuove, non sono “titolati” e non possono esprimersi.
Il fiume sobbolle incessantemente, il bollore denso a contatto con l’aria esplode in un’infinità di odori sgradevoli, sembra non farcela a contenere tanti individui, tante parole, tanti concetti. Per questo il Centauro è rappresentato stanco ed emaciato. Solo proprio non ce la fa a reggere quel ruolo, chiede aiuto, chiede un esercito liberatorio che spazzi via ogni peccato. Per troppo tempo si è confidato nell’intelligenza , nella fede, nella cultura, nell’esemplarità è giunto il momento di lasciare il compito a chi ha “competenze specifiche” affinché non si commettano più siffatti delitti.
Il centauro  guarda il fiume e in esso il riflesso della società odierna che sembra edificata su di esso e  lentamente sprofonda nelle acque insanguinate.

 

Centaur-kneeling-Pasquale Mastrogiacomo

The earthenware sculpture, small, represents a centaur on his knees with his head turned and facing up. The model, although smooth, suggests fingerprints and tools used by the artist. The bust is missing arms, in place of open curvilinear grooves. Face, a modern accessory, a visor similar to those worn by the virtual vision, seeks to modernize the cultural meaning of the mythological figure. Read the rest of this entry »