Tutto fumante, 2008 olio su tela cm 50x70, Pasquale Mastrogiacomo.
Tutto fumante, 2008 olio su tela cm 50x70, Pasquale Mastrogiacomo.
Tutto fumante, 2008 olio su tela cm 50×70, Pasquale Mastrogiacomo.
In collezione privata

Come in un gioco di specchi le immagini si riflettono l’una nell’altra frammentando l’integrità dell’icona in una molteplicità di figure, paesaggi e punti di vista.
Il dipinto si può idealmente scomporre in due sezioni. Sulla destra una piana desertica si staglia contro un cielo blu cobalto, cielo e terra sono saldati insieme da una lunga strada, percorsa da un esercito di sanguisughe, che sembra puntare verso l’infinito, e l’atmosfera è limpida, tersa, senza nuvole all’orizzonte. Sulla sinistra invece l’elemento umano prende il sopravvento: tre figure senza volto, in camicia nera e cravatta rossa, fanno da sfondo ad un altro paesaggio, desertico come il primo ma cupo e tenebroso con quel cielo minaccioso gravato da nubi.
L’entità in primo piano fa da perno alla costruzione “trinitaria”, la cravatta si radica nel suolo come un albero con le sue radici e ne sugge linfa vitale di cui si nutrono le sanguisughe che lo percorrono.
Ciò che colpisce è l’assenza dei volti : una moderna interpretazione della Vanitas? Tutto è destinato a dissolversi in una nuvola di fumo? E chi sono le tre figure misteriose? La tipologia delle vesti lascia pensare a  personaggi autorevoli, ricercati nella loro eleganza, una traduzione possibile dei cosiddetti colletti bianchi, ma il colore sollecita confronti con le figure dei vescovi che vivono in altri lavori dell’artista.
Nella loro indeterminatezza divengono  simbolo della transitorietà della vita, della caducità del sapere e del potere, un rinnovato “memento mori”, ma nello stesso tempo si fanno icona della spiritualità moderna.
La figurazione si complica per un’altra presenza ambigua, la silhouette di una figura in giacca e cravatta che dalla linea dell’orizzonte emerge con tutta la sua carica di mistero: metafora di un mondo ferito dal progresso o dall’esercizio del potere?
Il dipinto offre una interpretazione possibile della realtà in cui il mondo sensibile si confonde con quello intangibile, la materia con lo spirito, l’eterno con la vanitas. 

All smoking-Pasquale Mastrogiacomo

Like a game of mirrors reflecting the images into one another fragmenting the integrity of the icon in a variety of figures, landscapes and views.
The painting can be ideally broken down into two sections. On the right a desert plain is silhouetted against the cobalt blue sky, sky and earth are welded together by a long road, traveled by an army of leeches, which seems to point towards the infinite, and the atmosphere is clear, limpid, cloudless horizon. On the left, the human element takes over three faceless figures in black shirt and red tie, the backdrop to another landscape, deserted as the first but dark and gloomy with clouds from the sky serious threat.
The entity in the foreground acts as a pivot in building “Trinity”, the tie is rooted in the ground like a tree with its roots and sucks lifeblood they eat the leeches that cross it.
What is striking is the absence of faces: a modern interpretation of Vanitas? Everything is designed to dissolve in a cloud of smoke? Who are the three mysterious figures? The type of dress suggests to authoritative figures, in their sophisticated elegance, a possible translation of the so-called white collar, but the color calls for comparisons with the figures of bishops living in other works.
In their vagueness become a symbol of the transience of life, the transience of knowledge and power, a renewed “memento mori”, but at the same time become an icon of modern spirituality.
The figure is complicated by another ambiguous presence, the silhouette of a figure in a suit that emerges from the horizon in all its full of mystery: a metaphor for a world wounded by progress or the exercise of power?
The painting offers a possible interpretation of reality in which the sensible world is confused with that intangible, matter and spirit, the eternal with the vanitas.

 

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